Pastorale americana, Philip Roth

«Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando».
Continua a leggere “Pastorale americana, Philip Roth”
«Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando».
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«Io considero sempre la peggiore delle ipotesi. La chiamo “distanza di sicurezza”, così definisco la distanza variabile che mi separa variabile che mi separa da mia figlia, e passo metà del tempo a calcolarla, anche se poi rischio sempre più del dovuto».
Continua a leggere “Distanza di sicurezza, Samanta Schweblin”
«Non racconterò la mia vita, ma solo qualche giornata, di molto tempo fa, e io lo farò con l’assoluta consapevolezza che questa storia, come ci avvertono nelle favole, c’era una volta e ci sempre ci sarà».
Continua a leggere “Il rumore delle cose che cadono, Juan Gabriel Vásquez”
«Lolita, luce della mia vita, fuoco dei miei lombi. Mio peccato, anima mia. Lo-li-ta: la punta della lingua compie un percorso di tre passi sul palato per battere, al terzo, contro i denti. Lo. Li. Ta. Era Lo, semplicemente Lo al mattino, ritta nel suo metro e quarantasette con un calzino solo. Era Lola in pantaloni. Era Dolly a scuola. Era Dolores sulla linea tratteggiata dei documenti. Ma tra le mie braccia era sempre Lolita».
Continua a leggere “Lolita, Vladimir Nabokov”
«Mi concentro sul cielo con tutte le mie forze. A volte il dolore è così profondo da impedirci di sopravvivere se non volgiamo lo sguardo verso una realtà immensa, al di là delle sofferenze umane».
Continua a leggere “Sorella del mio cuore, Chitra Banerjee Divakaruni”
«I ricordi restano sempre dove li abbiamo lasciati: noi ci alziamo, andiamo, richiamati a tavola dalle madri, e i ricordi restano sugli scalini. Almarina non aveva ricordi così ed era vestita di carta, ma possedeva la luce del futuro negli occhi: e il futuro comincia adesso».
Continua a leggere “Almarina, Valeria Parrella”
«Tu sei un colibrì perché come il colibrì metti tutta la tua energia nel restare fermo. Settanta battiti d’ali al secondo per rimanere dove già sei. Sei formidabile, in questo. Riesci a fermarti nel mondo e nel tempo, riesci a fermare il mondo e il tempo intorno a te, certe volte riesci addirittura anche a risalirlo, il tempo, e a ritrovare quello perduto, così come il colibrì è capace di volare all’indietro. Ecco perché starti vicino è così bello».
Continua a leggere “Il colibrì, Sandro Veronesi”
«El pasado nunca deja de doler, pero podemos ayudarlo a encontrar un lugar distinto».
Continua a leggere “Formas de volver a casa – Alejandro Zambra”
«È tanto tempo ormai che lotto per dire addio a qualcosa, ed è la lotta quello che veramente conta. La storia non è nelle parole: è nella lotta».
Continua a leggere “Trilogia di New York, Paul Auster”
«My life was a narrated for me by others. Their voices forceful, emphatic, absolute. It had never occurred to me that my voice might be as strong as theirs».
Continua a leggere “Educated, Tara Westover”
«Ma più che senso di colpa, quello che provo è altro. Una singolare nostalgia: più che del passato, di cose mai successe, di cose non ancora successe, di cose che forse avrebbero potuto succedere. Una nostalgia al futuro anteriore. Una nostalgia del non-più-possibile. Forse un giorno saremmo riusciti a parlarci. Forse, almeno una volta, avrei potuto fargli una carezza».
Continua a leggere “Città sommersa, Marta Barone”