Il colibrì, Sandro Veronesi

«Tu sei un colibrì perché come il colibrì metti tutta la tua energia nel restare fermo. Settanta battiti d’ali al secondo per rimanere dove già sei. Sei formidabile, in questo. Riesci a fermarti nel mondo e nel tempo, riesci a fermare il mondo e il tempo intorno a te, certe volte riesci addirittura anche a risalirlo, il tempo, e a ritrovare quello perduto, così come il colibrì è capace di volare all’indietro. Ecco perché starti vicino è così bello».

Marco Carrera è il colibrì. Lo chiamavano così da ragazzino perché, mentre tutti i suoi coetanei diventavano sempre più alti in balia degli ormoni adolescenziali, Marco non cresceva neanche di un centimetro. Il suo corpo non voleva crescere, non voleva cambiare. Sono passati anni ormai, Marco è adulto, ha una famiglia, eppure dentro è rimasto un colibrì: un animale bellissimo, aggraziato ma forte, che mette tutta la sua energia nel restare fermo. È sposato con Marina ma è legato indissolubilmente al passato: alle estati al mare a Bolgheri, al suo primo amore Luisa, all’oscurità dei Mulinelli che un bel giorno si è insinuata senza chiedere permesso dentro la sua vita. Quando per la prima volta il mondo di Marco subisce una scossa, lui resta fermo. Tutti lo fanno, all’inizio, ma poi vanno avanti, invece Marco no. Quel momento si imprime nei suoi ricordi, nel modo che ha di vedere le cose. Ma una cosa positiva c’è: Marco è preparato, sa come affrontare le disgrazie, sa come gestire il peggio. O almeno crede che sia così perché scoprirà che in fondo, per certe cose, nessuno è mai veramente pronto. 

In un susseguirsi di coincidenze assurde, amori sussurrati nelle parole di una lettera, affetto e dispiaceri, Il colibrì ci fa entrare nella vita di Marco Carrera, un oftalmologo come tanti altri che troverà in Miraijin, l’uomo nuovo, la sua vera rinascita. Perché quando tutto crolla, dobbiamo trovare qualcosa o qualcuno a cui aggrapparci per non sprofondare. Quel qualcuno per lui è Miraijin. Miraijin gli ha concesso una nuova vita: Marco ha capito che tutto il dolore del passato serve a costruire un futuro più luminoso. 

La narrazione procede in maniera non cronologica e i ricordi si susseguono pagina dopo pagina definendo la sagoma frastagliata di una storia dolce e amara insieme. Il lettore si ritrova tra le mani lettere, resoconti, liste di mobili, email, pile di libri Urania impolverati, fili invisibili (anche se dipende dai punti di vista), incontri di quelli che cambiano una vita intera, malattie e sollievo. Il colibrì di Sandro Veronesi è un racconto struggente sulla vita e sulla sua imprevedibilità, su quanto possa essere terribile e meravigliosa insieme. 

Pubblicato da La Nave di Teseo

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