Pastorale americana, Philip Roth

«Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando». 

In Pastorale americana, definito da tutti «il grande romanzo americano», appare la figura di Seymour Levov, detto lo Svedese. A raccontare la storia è Nathan Zuckerman, uno scrittore che da ragazzino idolatrava lo Svedese ed era molto amico di suo fratello Jerry. È proprio a partire dai racconti di quest’ultimo che Nathan ricostruisce, un pezzo dopo l’altro, la vita di Seymour Levov. Originario di Newark, nel New Jersey, lo Svedese proviene da una famiglia ebraica che possiede un’azienda produttrice di guanti. A scuola viene ammirato da tutti: è un ragazzo forte, eccelle in diversi sport, e ha praticamente tutte le caratteristiche per avere successo e vivere una vita felice. Ma qualcosa va storto. Un giorno, mentre imperversano i disordini razziali degli anni Sessanta e infuria la Guerra del Vietnam, tutti i sogni di felicità di Seymour Levov vanno in fumo. Ogni cosa crolla, soprattutto il quadretto felice che credeva di essersi finalmente assicurato sposando una bella ragazza che gli ha dato una bambina, Merry. Così Levov, che prova così tanta riconoscenza e un affetto autentico per l’America, si ritrova all’improvviso a rappresentare una minaccia per quella patria che gli sta tanto a cuore. Come reagirà lo Svedese a questa mossa inaspettata del destino? 

Philip Roth, che grazie a Pastorale americana ha vinto il Pulitzer per la narrativa nel 1998, ci presenta un libro complesso, che affonda le radici nel vero significato del senso di colpa. Quando un figlio fa qualcosa di sbagliato (e in questo caso di terribile), fino a che punto è responsabilità dei genitori? Cosa avviene quando ogni valore su cui si basa la tua esistenza viene stravolto? Si può continuare ad amare qualcuno anche se ha distrutto la tua vita? Nel romanzo i fatti narrati si intrecciano a eventi storici realmente accaduti, come la Guerra del Vietnam, che hanno avuto un’importanza fondamentale per la storia degli Stati Uniti. L’autore si insinua nei valori fondanti di una nazione e li mette in discussione. In Pastorale americana Roth racconta la guerra, la famiglia, le relazioni, le crisi esistenziali, la depressione, il fanatismo arrivando a portare queste tematiche al loro limite estremo. Perché, come dice Seymour, «rimane il fatto che, in ogni modo, capire la gente non è vivere. Vivere è capirla male, capirla male e male e poi male e, dopo un attento riesame, ancora male. Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando». 

Traduzione di Vincenzo Mantovani, Einaudi

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