La canzone di Achille, Madeline Miller

«Aveva davvero pensato che non l’avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo, lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo».

Un giorno Patroclo incrocia lo sguardo di Achille e qualcosa accade. Sono ancora dei bambini, non sanno quello che la vita ha in serbo per loro. Eppure, piano piano, istaurano un rapporto che è molto più di un’amicizia: è una promessa per la vita. Una promessa di fede, unione, rispetto e, soprattutto, di amore. Gli anni passano, i due ragazzi crescono e Achille si trasforma sempre di più nell’aristos achaion, il prescelto. Con l’età aumentano anche i sentimenti contrastanti; da un lato Achille vuole toccare con mano la gloria mettendo in pratica le sue abilità da semi-dio, dall’altro Patroclo teme sempre di più che scoppi una guerra in cui Achille possa misurarsi con altri eroi e rischiare la vita. Ben presto l’occasione arriva: Elena, moglie di Menelao, è stata rapita da Paride. Iniziano i duelli, il sangue, la preoccupazione, l’ira degli dei. Ma anche quando sembra che tutto sia sul punto di crollare, una sola cosa rimane salda: il legame eterno tra Achille e Patroclo. 

Patroclo arriverà a sacrificarsi per Achille, il suo amato, perché non può fare altrimenti. È cresciuto guardandosi riflesso nei suoi occhi, accarezzando i suoi capelli lisci e brillanti, appoggiandosi a lui quando si sentiva vacillare. Si trova a Troia solo per lui, anche se sa che non torneranno a casa. Achille viene ben presto a sapere che una profezia incombe sul suo destino: potrà vivere una vita lunga e monotona, oppure una vita corta ma piena di gloria. E quando è costretto a decidere non ha dubbi, del resto lui è l’aristos achaion. Patroclo però, sebbene non sia un eroe, non esita a seguire Achille perché sa che se non lo seguirà se ne pentirà per sempre. L’uno non vuole vivere senza l’altro, come se la loro separazione fosse uno dei modi in cui la morte si insinua nella vita degli uomini. Infatti trovano sempre il modo di tornare insieme, anche quando Teti cerca di separarli facendo ricorso ai suoi poteri divini. Ma il loro è un legame che non si spezzerà mai, arrivando a sconfiggere anche la vera morte.

Madaline Miller riscrive la guerra di Troia, una delle pagine più celebri della letteratura, mettendo in risalto il rapporto tra due ragazzi che decidono di rimanere uniti per sempre, anche nella morte. La vicenda di Elena e Paride passa in secondo piano rispetto alla narrazione principale. Gli dei, con il loro volere implacabile, hanno cambiato il corso della storia della guerra intervenendo sul destino di tanti uomini. Tuttavia il sentimento di Patroclo e Achille ha sfidato ogni legge ed è sopravvissuto anche nel buio più oscuro del regno dell’Ade. Alla fine si legge: «Nell’oscurità, due ombre si avvicinano attraverso il crepuscolo fitto e senza speranza. Le loro mani s’incontrano e la luce si riversa inondando ogni cosa, come cento urne d’oro che, aperte, fanno uscire il sole».

Traduzione di M. Curtoni e M. Parolini, Marsilio

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