Normal people, Sally Rooney

«People can really change one another».

Connell e Marianne frequentano la stessa scuola a Carricklea, una piccola cittadina irlandese vicino a Sligo. Le loro vite non potrebbero essere più diverse: Connell è figlio di una ragazza madre che non gli ha mai fatto mancare il suo affetto e che lavora come donna delle pulizie per la madre di Marianne; Marianne invece vive in una famiglia benestante ma che non le hai mai trasmesso amore e rispetto. I due ragazzi inaspettatamente diventano amici e poi anche qualcosa di più. Ma mentre Connell a scuola è popolare, è ben voluto da tutti e ha tanti amici, Marianne se ne sta sempre da sola e gli altri ragazzi che la prendono in giro dandole della sfigata. Spesso quei ragazzi sono proprio gli amici di Connell. Quando iniziano a uscire insieme tengono segreto il bel rapporto che sta nascendo, ma presto qualcosa si rompe. Qualche mese dopo Connell e Marianne si ritrovano a frequentare lo stesso college. I ruoli sono cambiati però: Marianne è sicura di sé, piena di amici, più matura, invece Connell è sempre solo e si sente un po’ perso in quell’ambiente così diverso da casa. I due ragazzi tornano a frequentarsi e ben presto si rendono conto che hanno bisogno dell’altro per crescere, per affrontare i problemi più grandi ma anche la vita di tutti i giorni. Marianne e Connell infatti sono «come due pianticelle che condividono lo stesso pezzo di terra, crescendo l’una vicino all’altra, contorcendosi per farsi spazio, assumendo posizioni improbabili». Questo rapporto è fondamentale e, anche se nel corso degli anni tante cose cambiano, loro saranno sempre legati da un filo che si allunga, si contorce, si attorciglia, ma non si spezza mai.

Sally Rooney ci regala un racconto tenero e schietto sulla vita adolescenziale, toccando anche tematiche importanti come la solitudine, la depressione, l’accettazione di se stessi, le aspettative, lo smarrimento, la costruzione di rapporti interpersonali e come questi influiscano in larga parte sulla nostra esistenza. In Persone normali i due protagonisti sono come due poli che si attraggono quasi senza rendersene conto. Non possono stare l’uno senza l’altra, come fidanzati ma soprattutto come amici. Eppure, in balia di una sorta di tendenza autodistruttiva, per molto tempo non fanno altro che cercare dei modi per allontanarsi, lasciarsi, ferirsi. Finché, a un certo punto, smettono finalmente di lottare e si accettano per quello che sono: due ragazzi che faticano a trovare il loro posto nel mondo e che sentono di non appartenere a nessun luogo. Ed è proprio questo senso di non appartenenza a farli avvicinare e a renderli delle “persone normali”. Anche se il messaggio che vuole mandare l’autrice probabilmente è che nessuno è normale, oppure che lo siamo tutti: ogni persona infatti sta affrontando le sue paure, le sue battaglie personali. Cosa ci rende normali o non normali? Non importa, perché l’unica cosa che conta davvero è sapere che ognuno è diverso e che c’è sempre qualcuno pronto a sostenerci.

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