Sorella del mio cuore, Chitra Banerjee Divakaruni

«Mi concentro sul cielo con tutte le mie forze. A volte il dolore è così profondo da impedirci di sopravvivere se non volgiamo lo sguardo verso una realtà immensa, al di là delle sofferenze umane». 

Siamo a Calcutta, negli anni Ottanta. Una notte in casa Chatterjee la morte si mischia alla vita. Nalini e Gouri Ma sono ormai vicine al termine della gravidanza quando ricevono un telegramma che cambierà la loro esistenza: i loro mariti sono morti, sono rimaste sole. Una notizia così tragica e improvvisa fa sì che entrambe entrino subito in travaglio e così nascono Anjali e Basudha, legate da un filo indistruttibile che le unirà per tutta la vita. Secondo le leggi del sangue le due bambine sono cugine, ma nel loro cuore sono sorelle e lo saranno sempre. Crescere senza padre non è facile, ma Anju e Sudha giocano felici nella grande villa della dinastia dei Chatterjee, si siedono sul terrazzo con Pishi, la zia rimasta vedova a diciott’anni, e viaggiano con la mente immaginando i paesaggi e le leggende che lei racconta. Anju e Sudha hanno tre madri e grandi progetti: Anju andrà all’università a studiare letteratura per poi aiutare la madre nella libreria di famiglia, mentre Sudha diventerà una stilista. Ma crescendo sono costrette a rinunciare a molti dei loro desideri. L’India è piena di tradizioni, leggi antiche e maschiliste, contraddizioni millenarie. E presto, troppo presto, anche Anju e Sudha, come tante altre ragazze, si troveranno a fare i conti con la vera India, un paese che amano e odiano con tutte le loro forze. 

Anju e Sudha sono cresciute in una realtà matriarcale, fatta solo di donne, quindi non possono credere alle loro orecchie quando anche le loro madri si aggrappano strenuamente alla tradizione, stravolgendo i piani che le ragazze avevano immaginato per la loro vita. Nonostante le pressioni, i riti, il matrimonio e le usanze da seguire per non sfigurare davanti alla gente, le due cugine non smettono mai di lottare per affermarsi come donne arrivando a compiere delle scelte che, per l’epoca e la considerazione della figura femminile in India, sono decisamente rivoluzionarie. Del resto sono venute al mondo in una notte buia e di dolore e l’hanno trasformata in una notte piena di stelle e di speranza. 

E anche quando la cosa che hanno più cara al mondo, ovvero il loro rapporto, viene minacciato da un segreto inconfessabile, Anju e Sudha riescono ad andare avanti, sempre mano nella mano, perché sono sorelle, sorelle nel cuore. 

Chitra Banerjee Divakaruni ci accompagna in un viaggio nella sua India: una terra bellissima, fatta di luci e ombre. Le due protagoniste si alternano nella narrazione mostrandoci un paese che risplende di mille colori come un sari pregiato, su cui aleggia un aroma di spezie e di felicità, ma dove non c’è spazio per le donne se vogliono essere autonome e libere. Tra matrimoni combinati, caste, suocere arpie, aborti e riti per la fertilità, la figura della donna viene ridotta a sposa, moglie, creatrice di figli, molto meglio se maschi. Ma la storia di Anju e Sudha infonde speranza: loro hanno perseverato e, nonostante i capricci del destino, sono riuscite a sperimentare almeno un po’ di quella felicità che sognavano da bambine.

Traduzione di Federica Oddera, Einaudi

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