Quanta, quanta guerra, Mercè Rodoreda

«Quando mi svegliai, sopra non so quali cime, sopra non so quali montagne reali o di nebbia, la luna, del colore di una conchiglia, brillava alta e ghiacciata. Cominciò allora a cadere una pioggia di stelle. Non l’avevo mai vista. Piangono perché c’è la guerra, disse il vecchio che si era seduto e che sembrava mi conoscesse da sempre».

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Ragazze elettriche, Naomi Alderman

«C’era nell’aria l’odore di qualcosa come il profumo della pioggia dopo una lunga siccità. Prima una persona, poi cinque, poi cinquecento, poi interi villaggi, poi città, poi stati. Un germoglio dopo l’altro, una foglia dopo l’altra. Sta accadendo qualcosa di nuovo. La portata dell’evento continua a crescere».

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