Ragazze elettriche, Naomi Alderman

«C’era nell’aria l’odore di qualcosa come il profumo della pioggia dopo una lunga siccità. Prima una persona, poi cinque, poi cinquecento, poi interi villaggi, poi città, poi stati. Un germoglio dopo l’altro, una foglia dopo l’altra. Sta accadendo qualcosa di nuovo. La portata dell’evento continua a crescere».

Cos’è il potere? Chi lo possiede ne fa buon uso? In un futuro non troppo lontano, nel mondo comincia a succedere qualcosa di molto strano. Alcune ragazze riescono a generare una scarica elettrica con le mani che provoca dolore e persino la morte di chi la subisce. Prima sono poche, poi centinaia, poi sono tutte le donne e aumentano sempre di più. Scoprono inoltre che chi ha questo dono può risvegliarlo nelle donne in cui è latente. Tutto parte da una matassa posta vicino alla clavicola che dà l’impulso per far partire la scarica. Una scarica precisa, mirata, tanto forte che può anche uccidere. Si crea ben presto un ribaltamento di ruoli: adesso sono gli uomini ad avere paura a camminare per strada, a temere per la loro incolumità. Ora sono le Ragazze Elettriche a comandare, a decidere e a ristabilire un nuovo ordine globale con terribili conseguenze per tutta l’umanità.

Quando accade si avverte come una vibrazione nell’aria, poi si diffonde un profumo simile ai fiori d’arancio che sembra impregnare ogni cosa e solo allora eccola, la torsione. Qualcosa si muove dentro la ragazza e lei sente nelle sue mani tutta la forza dell’universo. Ma non tutte sanno controllarsi, alcune non sanno neanche come farlo. Per questo nascono dei campi in cui le ragazze si possono allenare tra loro per capire come regolare la loro energia. Alcune sono molto più forti di altre, come Roxy o Allie. Altre invece hanno una sorta di mutazione per cui la matassa non funziona sempre, come Jos. Ma tutte dovrebbero sapere quando è il caso di sprigionare la scarica elettrica, ovvero principalmente per difendersi. Invece non è così. Quando le donne usano l’energia per divertirsi, per torturare, o uccidere gli uomini qualcosa nella creazione del mondo nuovo si spezza. Cosa avverrà dopo?

In Ragazze elettriche Naomi Alderman tratteggia una realtà immaginaria ribaltata in cui le donne prevalgono sugli uomini. Ma a quale prezzo? Il fine giustifica i mezzi? Nel suo romanzo, tagliente e forte al punto da non riuscire a staccare gli occhi dalle pagine, l’autrice fa un rimando diretto a Il racconto dell’ancella di Margaret Atwood, sua mentore nel programma Rolex Mentor and Protégé Arts Initiative (2012-3). È stata la stessa Margaret Atwood a definire Naomi Alderman sua degna erede in termini di letteratura distopica e in effetti gli stili delle due autrici si assomigliano molto. Entrambe sono ben consapevoli che scegliere le parole da imprimere sulla pagina sia un atto importante, a tratti rivoluzionario. Le loro storie sono potenti, impegnate, dolorose, strazianti, ma necessarie perché suscitano nel lettore domande ed emozioni contrastanti. Lo spingono a domandarsi: voglio vivere in un mondo del genere? Voglio davvero cambiare le cose affinché le immagini descritte non diventino la nostra realtà? E forse è proprio questo il principale obiettivo della letteratura: far riflettere chi legge.

Traduzione di Silvia Bre, Nottetempo

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