La moglie del Colonnello, Rosa Liksom

«Il bello della vita vissuta è che non torna più. Però nulla scompare, mai».

La moglie del Colonnello è un romanzo-monologo attraverso il quale Rosa Liksom racconta la storia della scrittrice lappone Anniki Kariniemi (1913-1984) che si intreccia con le vicende di un’intera nazione, la Finlandia, divisa per molti anni da ideali politici estremi e contesa da diverse nazioni. Il periodo storico affrontato va dall’acquisizione dell’indipendenza dalla Russia (1917) fino agli anni Ottanta del secolo scorso. Queste sono pagine oscure, violente ma anche di rinascita. La protagonista è solo una bambina eppure ha già respirato in famiglia il nazionalismo anticonformista dei Bianchi, ha frequentato i campi estivi delle volontarie per la patria, ha sofferto per la morte del padre. Per lei è facile, quasi naturale, innamorarsi del Colonnello, un caro amico del padre e una presenza costante nella famiglia. Girano delle voci su di lui, dicono che sia spietato e violento, ma lei è talmente innamorata da pensare che con lei sarà diverso. E invece non immagina neanche cosa dovrà affrontare. 

Negli anni a venire la protagonista entra ancora più in contatto con il mondo nazista, di cui si infatua presto spinta dal fervore mostrato dal Colonnello. Feste, case di lusso, prelibatezze, dimostrazioni di amore anche plateali, non fanno altro che confermare il suo pensiero iniziale: molti dicono che il Colonnello sia una persona ignobile, ma con lei è affettuoso, amorevole, protettivo. Non ha nulla di cui preoccuparsi. Non le viene mai in mente che le stesse atrocità che commette sul campo di battaglia in nome dell’attaccamento alla patria potrebbe farle anche a lei, al suo corpo così giovane e candido. Non la sfiora il pensiero che gli abusi e gli stupri di cui lo accusano siano accaduti veramente. Le manca solo una cosa per essere davvero felice: il matrimonio. Eppure non sa che sarà proprio quel matrimonio a tracciare una linea netta nella sua vita. Tra la vita di prima, da fidanzata, e quella che dovrà subire dopo, quella di moglie. Sì, perché il Colonnello dopo il matrimonio si conferma per quello che è sempre stato: un uomo feroce, spinto dall’odio e dalla cattiveria, capace delle peggiori azioni. Ma solo quando tocca il fondo la protagonista riesce a reagire. Non è facile: non vuole ammettere a se stessa che quelle violenze si ripeteranno, che ha sposato un uomo cattivo e che, col tempo, è destinato solo a peggiorare. Le piaceva essere definita la moglie del Colonnello, non vuole abbandonare quel titolo tanto desiderato.

Solo quando rischia la vita, la protagonista si convince a voltare pagina. Decide di combattere, di stare meglio e di rialzarsi finalmente per riprendere il controllo della sua vita. Torna a insegnare, riprende a scrivere romanzi e diventa una scrittrice di successo. Da qui inizia la sua rinascita. 

Con uno stile lirico, evidente soprattutto nelle descrizioni di paesaggi meravigliosi e incontaminati, ma sempre diretto e schietto Rosa Liksom ci presenta una storia di dolore e rinascita. L’autrice non ci risparmia nulla: volgarità, violenza, meschinità. La protagonista è stata una vittima, anche piuttosto consenziente, di un uomo terribile che le ha rovinato la vita. Ma, alla fine, la cosa che conta veramente è che sia stata in grado di rialzarsi e tornare, finalmente, alla vita e persino all’amore. 

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