Cattedrale, Raymond Carver

«Un racconto, dice Carver, non ha bisogno di arrivare al momento in cui si parla d’amore, per parlare d’amore».

Cattedrale è una raccolta di dodici racconti pubblicata nel 1983. Prima di allora i racconti si occupavano sostanzialmente dei momenti più importanti della vita di una persona, raccontando quel giorno di svolta, di cambiamento, che spiccava in una lunga serie di altri giorni assolutamente trascurabili. Sulla scia di Hemingway, che inizia a sfiorare soltanto i momenti decisivi in cui avviene l’azione, si inserisce Carver che sancisce la nascita di un vero e proprio modo nuovo di fare letteratura. Carver non racconta l’esplosione, racconta il prima, quando si accende la miccia, e il dopo, i frammenti che restano dopo la deflagrazione. Fa diventare letteratura storie di vita comune che prima restavano completamente tagliate fuori dal discorso narrativo e le condisce con una dose di tensione e umanità.

Cattedrale è il libro più importante di Raymond Carver. Nei dodici racconti contenuti nella raccolta in realtà non accade nulla di significativo eppure riflettono su temi universali: l’amore, l’affetto, il dolore per la perdita di una persona cara, il licenziamento, il divorzio.

Una cosa piccola ma buona è l’unico racconto in cui effettivamente accade qualcosa, una disgrazia. Un bambino viene investito e muore dopo essere stato qualche giorno in coma. Nonostante l’evento tragico occupi una parte fondamentale della narrazione, non ne è il fulcro. Il vero centro del racconto è l’umanità: la madre aveva ordinato una torta per il compleanno del bambino, ma si è dimenticata di andare a ritirarla dato che il figlio è in coma. Il pasticcere, ignaro di tutto, continua a telefonare a casa disturbando il dolore dei genitori. Tuttavia alla fine ci sarà un incontro tra i genitori e il pasticcere, che sarà la prima persona a dare loro un vero conforto dopo la morte del bambino.

Cattedrale è uno dei racconti più conosciuti di Carver e anche uno dei più toccanti. Un personaggio deve accogliere in casa un cieco, amico della compagna, e non ne ha per niente voglia. Ma alla sera, mentre lei ormai dorme e lui è rimasto solo davanti alla televisione insieme al cieco, inizia a parlare con lui. Alla tv c’è un documentario che parla di una cattedrale e il cieco, che non ne ha mai vista una, chiede a lui di descriverla. Ci prova, ma non trova le parole giuste. Allora i due si mettono a disegnare, la mano del cieco sulla sua mano, per fargli capire almeno la forma che può una cattedrale. 

Anche se in effetti nei racconti di Carver non accade nulla di sostanziale, possiamo dire che è proprio questo ciò li caratterizza. I suoi racconti assomigliano allo scorrere della vita, non si propongono di dare soluzioni o morali. Parlano semplicemente di quello che accade davvero, senza fronzoli né abbellimenti. E spesso la verità è l’unica cosa di cui abbiamo davvero bisogno.

Traduzione di Riccardo Duranti, Einaudi

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