Educated, Tara Westover

«My life was a narrated for me by others. Their voices forceful, emphatic, absolute. It had never occurred to me that my voice might be as strong as theirs».Â
Continua a leggere “Educated, Tara Westover”
«My life was a narrated for me by others. Their voices forceful, emphatic, absolute. It had never occurred to me that my voice might be as strong as theirs».Â
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«Che cosa farebbe il tuo bene, se non esistesse il male? E come apparirebbe la terra, se sparissero le ombre?».
Continua a leggere “Il Maestro e Margherita – Mikhail Bulgakov”
«Ma più che senso di colpa, quello che provo è altro. Una singolare nostalgia: più che del passato, di cose mai successe, di cose non ancora successe, di cose che forse avrebbero potuto succedere. Una nostalgia al futuro anteriore. Una nostalgia del non-più-possibile. Forse un giorno saremmo riusciti a parlarci. Forse, almeno una volta, avrei potuto fargli una carezza».
Continua a leggere “Città sommersa, Marta Barone”
«Il passato è la chiave. È un libro aperto con tutte le risposte. Basta guardarlo, scorrere le pagine e aprire gli occhi con attenzione per rendersene conto. Il passato è una zavorra di cui non è possibile liberarsi. Meglio adottarlo, dargli un nome, addomesticarlo e tenerlo docile sottobraccio, altrimenti ci perseguiterà come un fantasma nei momenti più inaspettati».
Continua a leggere “Mapocho, Nona Fernández”
«E allora capì che solo qualcosa di molto più forte di un atro uomo o di un’altra donna lo avrebbe indotto a smettere di amarla, che solo qualcosa id inumano e cieco come un disastro, un incidente aereo, un terremoto avrebbe potuto allontanarla da lui ed estirparla dal suo cuore».
Continua a leggere “Il passato, Alan Pauls”
«Quando si ha uno scopo, dice mia madre, basta proporsi di raggiungerlo. Non c’è niente che riesca a vincere la pigrizia come l’ambizione».
Continua a leggere “Piccole donne, Louisa May Alcott”«Volge le spalle agli alberi bassi del bosco artificiale e guarda giù dalla montagna, verso il villaggio, che è azzurro nella notte d’agosto, e le pecore, simili a pietre nell’erba mossa dal vento. Più in là dorme il mare. Il fiordo di Vág è calmo, l’azzurro si confonde con quello del cielo sull’orizzonte dritto, teso tra le terre emerse, un filo su cui possono camminare solo creature miti che e fantasmi.
Continua a leggere “Incipit di Isola, Siri Ranva Hjelm Jacobsen”«Nella vita di ognuno esistono momenti – quando la porta sbattuta all’improvviso e senza alcun visibile motivo di colpo si riapre, quando lo spioncino chiuso un attimo fa viene di nuovo aperto, quando un brusco «no» che sembrava irrevocabile si muta in «forse» – momenti in cui il mondo intorno a noi si trasfigura, e noi stessi ci riempiamo di speranza come di nuovo sangue. … Continua a leggere Incipit di Il giungo mormorante, Nina Berberova

«Quel weekend raccontai a me stessa che ero nata a Vágar, a Gásadalur, un mattino insieme alla pioggia. Volevo che un germe di me fosse spuntato qui e vi appartenesse, fosse parte della pietra, dell’aria verde».
Continua a leggere “Isola, Siri Ranva Hjelm Jacobsen”
«E tuttavia lo amavo, amavo soltanto lui, e anche se continuavo a ripetermi che non voleva più saperne di me, non lo amavo per questo di meno. E forse lo amavo ancora di più dopo l’incontro a Stoccolma, e tutta la mia vita era piena di un disperato amore per lui, amore che mi impediva di costruire il mio destino e caricava i miei giorni e le mie notti di un pesante fardello di cui non potevo – e forse non volevo – disfarmi».
Continua a leggere “Il giunco mormorante, Nina Berberova”
«Ships at a distance have every man’s whish on board. For some they come in with the tide. For others they sail forever on the horizon, never out of sight, never landing until the Watcher turn his eyes away in resignation, his dreams mocked to death by Time. This is the life of men. Now, women forget all those things they don’t want to remember, and remember everything they don’t want to forget. The dream is the truth».
Continua a leggere “Their eyes were watching God, Zora Neale Hurston”
«Era convinta che l’amore dovesse arrivare all’improvviso, tra grandi lampi e folgorazioni – un uragano celeste che si rovescia sulla vita, la sconvolge, lacera le volontà come foglie e trascina il cuore nell’abisso».
Continua a leggere “Madame Bovary, Gustave Flaubert”