Piccole donne, Louisa May Alcott

«Quando si ha uno scopo, dice mia madre, basta proporsi di raggiungerlo. Non c’è niente che riesca a vincere la pigrizia come l’ambizione». 

Piccole donne racconta le avventure e le disavventure delle quattro sorelle March – Meg, Jo, Beth e Amy –. Il padre è un cappellano ed è partito per il fronte a combattere nella Guerra di secessione americana, lasciando a casa la moglie e le figlie. Il primo romanzo si apre il giorno di Natale: le ragazze sono tristi perché quell’anno non hanno ricevuto nessun regalo e inoltre sentono molto la mancanza del padre. Già dalle prime pagine viene delineato perfettamente il carattere delle sorelle March: Meg, che lavora come bambinaia presso la famiglia dei King, è la maggiore e anche la più giudiziosa, anche se a volte si lascia trasportare dall’immaginazione e da un pizzico di vanità; Jo è schietta, ribelle e fortemente determinata a diventare una scrittrice famosa; Beth è una ragazzina dolce, generosa e altruista e adora suonare il pianoforte; Amy, pur essendo la minore, ha un bel caratterino e spesso fa arrabbiare Jo per i suoi modi da bambina viziata. Il lettore le segue nella loro maturazione, nelle piccole preoccupazioni giornaliere, le amicizie, le nuove passioni e i sogni nel cassetto. L’amicizia con Theodore Laurence, nipote del signor James Laurence e vicino di casa della famiglia March, stravolge le loro vite, in particolare quella di Jo perché i due ragazzi diventano subito ottimi amici e non si separano mai. Alle quattro sorelle piace molto recitare le opere scritte da Jo, così fondano il Pickwick Club, in cui si confidano tra loro passando i pomeriggi a ridere e a parlare. Presto però giungono notizie dal padre: è ferito e si trova a Washington. Senza perdere tempo, la signora March decide di partire subito per stargli vicino e John Brooke, tutore di Laurie che si è preso una cotta per Meg, decide di accompagnarla per farla stare più tranquilla durante il viaggio. Mentre la madre è lontana, Beth prende una brutta forma di scarlattina che la costringe a letto con una febbre altissima. Le sorelle sono molto preoccupate, così la signora March torna a casa per occuparsi della figlia che, per fortuna, alla fine si riprende. Il romanzo si conclude il Natale successivo quando torna il padre e tutta la famiglia March festeggia felice il fidanzamento tra Meg e il signor Brooke. 

Piccole donne, il romanzo più famoso di Louisa May Acoltt, viene pubblicato per la prima volta in due volumi tra il 1868 e il 1869 in America con il titolo di Little Women or, Meg, Jo, Beth and Amy. Nel 1880 i due volumi sono stati riuniti in uno solo che contiene alcune modifiche soprattutto per quanto riguarda il linguaggio che è stato adattato a una prosa più letteraria. In Italia, così come in altri paesi, si è preferito mantenere la divisione in due romanzi con i titoli di Piccole donne e Piccole donne crescono.

Il libro ha avuto subito molto successo e viene considerato ancora oggi un grande classico della letteratura per l’infanzia. Tra le ragioni principali troviamo sicuramente le tematiche affrontate, adatte a un pubblico di piccoli lettori perché capaci di intrattenerli e interessarli, e anche l’intento pedagogico del romanzo che non racconta solo le vicende della famiglia March, ma è ricco di insegnamenti che i genitori, in particolare la madre, continuano a dare alle figlie in modo che crescano con dei valori e delle convinzioni solite. La signora March, infatti, non solo dimostra di riuscire a occuparsi della famiglia anche in assenza del marito, ma diventa un esempio per le figlie che la vedono come una guida per la loro crescita.

In realtà, oltre a essere adatto ai ragazzi, può essere una lettura interessante anche per gli adulti sia a livello narrativo sia perché l’autrice racconta uno spaccato della società americana degli anni in cui è ambientato il romanzo. E poi, diciamolo, ci si affeziona facilmente alle vicende delle sorelle March e non si vorrebbe mai smettere di leggere. 

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