Il passato, Alan Pauls

«E allora capì che solo qualcosa di molto più forte di un atro uomo o di un’altra donna lo avrebbe indotto a smettere di amarla, che solo qualcosa id inumano e cieco come un disastro, un incidente aereo, un terremoto avrebbe potuto allontanarla da lui ed estirparla dal suo cuore».

Sofía e Rímini. Rímini e Sofía. Dodici anni di amore, di fotografie, viaggi, ricordi, esperienze. Dopo dodici anni decidono di separarsi: tutti gli amici restano stupiti, si arrabbiano quasi davanti a questa decisione assurda perché, se si lasciano loro, ovvero la coppia perfetta, vuol dire che nulla ha più un senso, che ogni cosa è destinata a finire. Anche se entrambi pensano che sia la cosa migliore, il distacco è doloroso. Sofía resta ancorata al passato, lo ripercorre con la mente, non se ne vuole liberare, e continua a guardare le vecchie fotografie su cui è impressa la loro storia. Rímini invece si rifiuta di guardarle. Rímini è meno forte: capisce quasi subito che il distacco deve avvenire subito, come uno strappo netto, altrimenti non riuscirà ad allontanarsi da Sofía, che riempiva la casa di bigliettini d’amore e con cui condivideva quell’inguaribile passione per il pittore Jeremy Riltse. Sanno troppo l’uno dell’altro per voltare pagina, hanno condiviso quasi tutta la vita. Eppure Rímini va avanti, o almeno crede di farlo. Si trasferisce in un bell’appartamento, incontra la giovane e attraente Vera con cui inizia una relazione, continua a svolgere il suo lavoro da traduttore. Ha la sensazione di essere passato oltre. Ma Sofía fa sempre parte della sua vita o, se non altro, è in quei ricordi a cui lui si rifiuta di pensare. Basta un dettaglio di lei a fargli provare ogni tipo di sensazione: rabbia, sconforto, nostalgia, affetto. E, forse, anche questo l’amore: una persona che ti scatena dentro un sentimento incontrollabile, che ti fa sentire indifeso. Ma la vita riserverà tante soprese a Sofía e Rímini e scopriranno che alcuni amori sono diversi dagli altri, forse più veri o più strani, ma di certo unici.

Alan Pauls trasporta il lettore in una storia struggente e tenera insieme, tenendolo incollato fino all’ultima pagina. In Il passato l’amore, che viene descritto in tutte le sue forme, (dalla bellezza dell’innamoramento fino all’ossessione estrema), ci rivela la complessità delle relazioni umane. Ogni persona reagisce in maniera differente quando un amore finisce, eppure sembra che Pauls ci voglia dire che, tutto sommato, ognuno di noi prova le stesse cose solo in maniera diversa. Anche la sua prosa, così sinuosa e toccante, è come se fosse una compagna fedele che non ci lascia andare fino alla fine, che non coincide necessariamente con la fine del libro, ma con il momento in cui saremo pronti a lasciar andare la storia di Rímini e Sofía.  

Il passato è un romanzo che ti lascia un vuoto dentro quando l’hai finito. Ormai il lettore sa talmente tante cose delle vite dei personaggi che gli sembrano reali. Vorrebbe chiamarli al telefono e chiedergli come è andata a finire davvero, che fine hanno fatto Rímini e Sofía. È uno di quei libri che ti restano impressi nella memoria e resta lì, sfidando il tempo e il destino come lo scatolone di fotografie dell’amore dei protagonisti. 

Traduzione di Tiziana Gibilisco, Sur

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