Patria, Fernando Aramburu

«E ogni coccio, un ricordo, un episodio, le ombre e le figure disperse del passato».
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«E ogni coccio, un ricordo, un episodio, le ombre e le figure disperse del passato».
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«Il passato – esisteva, era esistito, e anche se era sprofondato lui lo aveva disseppellito».
Continua a leggere “Santa Rita, Tommy Wieringa”
«Se fosse per me gli esseri umani non dovrebbero avere memoria. Il passato è un peso inutile, magari potessimo metterlo da parte, magari potessimo almeno decidere quali ricordi conservare e quali no. I ricordi felici e i ricordi infelici sono ugualmente ingombranti».
Continua a leggere “Gli anni invisibili, Rodrigo Hasbún”
«Forse si spezzò qualcosa in quel momento, qualcosa in qualche parte del mio corpo, forse dovrei collocare lì la fine dell’infanzia. Di certo mi sentii come se fossi un contenitore di granuli che in un modo impercettibile cadevano fuori di me da una fessura minuscola».
Continua a leggere “La vita bugiarda degli adulti, Elena Ferrante”
«Un racconto, dice Carver, non ha bisogno di arrivare al momento in cui si parla d’amore, per parlare d’amore».
Continua a leggere “Cattedrale, Raymond Carver”
«Nel grigiore dell’oscurità della sera, l’aria carica di odori, provò un’emozione quasi insopportabile a cui non seppe dare un nome. Provò nostalgia e malinconia, una tristezza bella per le cose che le erano mancate e per le cose non avrebbe mai conosciuto».
Continua a leggere “Americanah, Chiamando Ngozi Adichie”
«Con il terrore non si ottiene nulla da nessun animale, qualunque sia il suo grado di sviluppo. L’ho sempre affermato, lo affermo e lo affermerò sempre. È inutile credere di poter fare qualcosa con il terrore. No e poi no! Non rende, di qualsiasi specie sia: bianco, rosso e perfino marrone!».
Continua a leggere “Cuore di cane, Mikhail Bulgakov”
«Il bello della vita vissuta è che non torna più. Però nulla scompare, mai».
Continua a leggere “La moglie del Colonnello, Rosa Liksom”
«C’era un tempo che avevamo la terra. Era una cosa che ci teneva insieme. I vecchi morivano, e i bambini arrivavano, e noi eravamo sempre una cosa sola…eravamo la famiglia…e era come se tutto era unito e chiaro. E io non lo capisco. Non c’è più niente a tenerci insieme».
Continua a leggere “Furore, John Steinbeck”
«Aveva davvero pensato che non l’avrei riconosciuto? Lo riconoscerei anche solo dal tocco, dal profumo, lo riconoscerei anche se fossi cieco, dal modo in cui respira, da come i suoi piedi sferzano la terra. Lo riconoscerei anche nella morte, anche alla fine del mondo».
Continua a leggere “La canzone di Achille, Madeline Miller”
«Ecco come sappiamo di essere vivi: sbagliando».
Continua a leggere “Pastorale americana, Philip Roth”
«Io considero sempre la peggiore delle ipotesi. La chiamo “distanza di sicurezza”, così definisco la distanza variabile che mi separa variabile che mi separa da mia figlia, e passo metà del tempo a calcolarla, anche se poi rischio sempre più del dovuto».
Continua a leggere “Distanza di sicurezza, Samanta Schweblin”