Notturno cileno, Roberto Bolaño

«Ora muoio, ma ho ancora molte cose da dire. Ero in pace con me stesso. Muto e in pace. Ma all’improvviso le cose sono emerse. La colpa è di quel giovane invecchiato. Io ero in pace. Ora non sono più in pace. […] Abbiamo l’obbligo morale di essere responsabili delle nostre azioni e anche delle nostre parole e perfino dei nostri silenzi, sì, dei nostri silenzi, perché anche i silenzi salgono al cielo e Dio li sente e solo Dio li comprende e giudica, per cui molta attenzione ai silenzi. Io sono responsabile di tutto».

Continua a leggere “Notturno cileno, Roberto Bolaño”

Umami, Julia Jufresa

«Cercare di raccontare chi è stata mia moglie è necessario e impossibile quanto spiegare l’umami: quel sapore che satura le papille gustative senza, proprio per questo, lasciarsi distinguere, oscillando con soddisfazione tra il salato e il dolce, un po’ così, un po’ cosà. Complesso e allo stesso tempo chiaro e tondo, come era anche Noelia: familiare e imprevedibile insieme».

Continua a leggere “Umami, Julia Jufresa”

Fuenzalida, Nona Fernández

«Padre: uomo o maschio di altra specie animale che ha generato uno o più figli. Guida di una discendenza, una famiglia o un popolo. Autore di un’opera, inventore di qualcosa. Colui il quale ha creato. Padre della patria, padre di famiglia, padre e signore mio, santo padre, padre spirituale, padre nostro. Papà, papi, papino, paparino, vecchio. Una parola che trovo strana. Ho sempre usato un nome al suo posto. Il suo nome: Fuenzalida. Ernesto Fuenzalida».

Continua a leggere “Fuenzalida, Nona Fernández”