Kentuki, Samanta Schweblin

«Non importa quanto tu ti senta al sicuro, la scrittura di Samanta Schweblin finirà per farti del male». (Jesse Ball)

Chi di noi non vorrebbe un animaletto che gira per casa e ci fa compagnia? In più, questi graziosi pseudo-animali domestici non sporcano, non li devi portare fuori o dal veterinario. Vuoi un esemplare esotico? Ce ne sono di tutti i tipi: corvi, topi, conigli e perfino draghi. Però hanno una caratteristica piuttosto particolare: sulla testa hanno una telecamera che permette di mostrare tutto ciò che facciamo a uno sconosciuto. Cosa farà con le nostre immagini, con le nostre vite? E chi c’è dall’altra parte? Potrebbe abitare a Buenos Aires, Zagabria, Pechino, Tel Aviv, o forse è il nostro vicino di casa…

Nel romanzo si intrecciano storie di persone che possiedono un kentuki o li manovrano dal loro computer. Lo stile è molto diretto e la scrittura così tagliente e limpida tiene il lettore attaccato fino all’ultima pagina, quasi come se ci trovassimo di fronte a un omicidio di cui vogliamo scoprire a tutti i costi il colpevole. E in un certo senso è proprio così, perché ben presto ci rendiamo conto che i kentuki sono un’arma pericolosissima. Questi piccoli aggeggi mettono in luce gli aspetti migliori, ma soprattutto i peggiori, di noi. In una narrazione che procede a perdifiato nel raccontare le vite dei molti personaggi, si percepisce un sotto testo colmo di violenza, angoscia, inquietudine, come se stesse sempre per succedere qualcosa di terribile. 

Il kentuki è lo specchio di una società in cui si nascondono i difetti e si finge di essere ciò che non si è; in cui i vizi e i segreti più intimi di noi stessi restano chiusi tra le quattro mura della nostra casa, mentre nel contatto con gli altri indossiamo una maschera che ci protegge da quel che siamo veramente. Ma il kentuki vede tutto, il kentuki scopre anche quegli scheletri nell’armadio che non racconteremmo mai a nessuno. Arrivato alla fine del libro, il lettore sente una strana sensazione di disagio e subito gli viene in mente la fatidica domanda: e se il kentuki osservasse la nostra di vita, cosa vedrebbe?                                     

Traduzione di Maria Nicola, Sur

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Un pensiero su “Kentuki, Samanta Schweblin

  1. Questo libro era già nella mia wishlist, ma tu mi hai fatto venire voglia di correre in libreria in questo preciso istante. E quella copertina è FENOMENALE.

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