Aparecida, Marta Dillon

«Lei era ansiosa di dirmi tutto, voleva che capissi l’amore, la morte e la rivoluzione. E io credevo di capire».

Marta Dillon è una scrittrice e una giornalista argentina, ha una compagna, una figlia ormai adulta e un bambino, ma è soprattutto una figlia che cerca disperatamente i resti di sua madre. L’avvocata Marta Taboada, infatti, è stata sequestrata nel 1976 e da quel momento è diventata una desaparecida. Sono passati trentaquattro anni, eppure Marta non riesce a smettere di cercare, di sperare. Vuole vedere con i suoi occhi il corpo di sua madre per poterle dire addio, vuole sapere cosa è successo veramente. Ormai ha quasi perso le speranze, continua a crederci perché non può fare altrimenti, perché è un bisogno che non può controllare tanto è viscerale. Poi il 30 settembre 2010 riceve una telefonata dall’Équipe Argentina di Antropologia Forense che le comunica che i resti di sua madre sono stati ritrovati in una fossa comune. Quel giorno la vita di Marta cambia di nuovo. Quando vede le poche ossa rimaste della madre, Marta può finalmente gioire perché la sua ricerca è terminata: l’ha ritrovata, alla fine. Si è ricongiunta con quella madre forte, amorevole, sempre pronta a difendere i più deboli, disposta a combattere per i suoi ideali e per la libertà. Quella madre che le ha insegnato a essere come lei, a lottare, e Marta non si è mai arresa, l’ha cercata sempre, con coraggio e una forza instancabile. 

Con questo libro Marta Dillon ci regala il racconto sincero della sua esperienza. Ha dovuto affrontare momenti molto difficili e li condivide con noi, non risparmiandoci nulla: il dolore, i dettagli più atroci della morte della madre e di altre persone e lei vicine, la disperazione, l’angoscia. Ma il sentimento che alla fine traspare di più dalle pagine di questo libro autobiografico è l’amore. Sì, perché Marta non dimentica mai che sua madre, quando era ancora viva, le ha insegnato a combattere per se stessa e per gli altri, e invece, quando è scomparsa, le ha insegnato a non arrendersi mai. Aparecida è un libro che ti entra dentro, ti sconvolge, ti lascia senza fiato e ti fa capire che non c’è limite al dolore e all’amore. 

Traduzione di Camilla Cattarulla, Gran Vía

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