L’acqua del lago non è mai dolce, Giulia Caminito

«I nostri corpi in casa sono freddi, come pupazzi di neve ci muoviamo rigidamente da una stanza all’altra e questo torpore io non voglio condividerlo, lo tengo chiuso a doppia mandata in quello spazio angusto che è la mia memoria famigliare».

È sulle rive del lago di Bracciano che Antonia porta la sua famiglia alla ricerca di una vita migliore. Con un marito disabile e quattro figli a carico, Antonia è costretta a rimboccarsi le maniche, a pensare sempre a tutto, a proteggersi da ogni evenienza (soprattutto la peggiore). E così cresce anche Gaia: sempre schiva ma determinata, testarda ma sola, con un’idea molto vaga dell’affetto e dell’amore perché quei sentimenti in casa sua non li hai mai visti. Antonia La Rossa, così la chiamano in paese, è una donna dura, segnata dalle ferite del tempo e dalle delusioni, che però sa insegnare a Gaia l’importanza di cavarsela da sola e di lottare con le unghie e con i denti per raggiungere i propri obiettivi. Così Gaia non si lamenta mai, cresce leggendo libri, nascondendo in una scatola il cellulare che non dovrebbe possedere, trovando sollievo nel lago, ricoperto da alghe limacciose e con l’acqua scura che incute terrore. Eppure il lago è come Gaia: le sue acque non sono trasparenti, tutti hanno paura di tuffarcisi perché chissà cosa riposa sul fondo sabbioso; ma se si ha il coraggio di buttarsi ci si rende conto che, se si ha fortuna, si può riemergere con dei tesori dal valore inestimabile. Gaia, che cammina sempre con la testa bassa, quando alza lo sguardo e ama come ha imparato da sola a fare, regala tutta se stessa, anche se a volte non basta.

La storia di Gaia e Antonia, donne forti che portano le cicatrici del dolore subito senza vergognarsene, trasmettono la difficoltà di non avere mai un posto da chiamare “casa” e il peso di dover lottare per ottenere ogni cosa. Tuttavia, la durezza di carattere che le contraddistingue e che le allontana, è anche il collante che le tiene insieme. L’autrice ci racconta così le vicende di due donne diverse eppure simili, guidate dall’inarrestabile volontà di lottare e riuscire. Tutt’attorno c’è l’acqua, che possiamo considerare un vero e proprio personaggio, e che abita ogni cosa, si insinua in ogni crepa con quella sua aurea che attrae e respinge allo stesso tempo. Come Antonia. Come Gaia. 

Con uno stile spigoloso e fluido allo stesso tempo, Giulia Caminito ci regala una storia che tocca nel profondo. È evidente la necessità di raccontare, l’urgenza di raccontarsi. E questo bisogno è implacabile, proprio come l’acqua che scorre e alla fine si deposita, ormai stremata, in un bacino d’acqua, dove non è più costretta a combattere e allora si lascia osservare. 

Bompiani

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...