Primera memoria, Ana María Matute

«El cielo, me dije, era el mismo que entonces y que siempre; solamente en la tierra cambiaban las cosas».

È passato poco più di un mese dall’inizio della guerra civile spagnola e Matia e il cugino Borja sono costretti a rimanere dalla nonna cha abita in un’isola delle Baleari. Mentre al di là del mare imperversa il conflitto, Matia cresce circondata dai giornali e dai bollettini con le notizie sulla guerra, alla quale partecipa anche lo zio Álvaro, padre di Borja. Eppure il conflitto sembra qualcosa di talmente lontano da quella casa piena di muffa e da quel mare cristallino da pensare che non esista. In quella terra tanto diversa dal luogo in cui ha sempre abitato Matia scenderà a patti con la profonda solitudine che sente dentro. Si scoprirà così sola davanti al mondo e imparerà a crescere facendo affidamento solo sulle sue forze.

Ana María Matute, che è nata nel 1925 e ha vissuto gli anni dell’infanzia e della prima adolescenza in pieno conflitto, in questo romanzo racconta una storia che potrebbe essere simile alla sua, quella di una bambina costretta a crescere anzitempo. Scrive inoltre Primera memoria nel 1959, ovvero negli anni in cui la censura vietava qualsiasi critica più o meno evidente al regime. Per questo motivo quella di Matia può essere considerata come la storia di un’intera generazione di bambini e ragazzi obbligati, loro malgrado, a pagare le conseguenze di una guerra civile scoppiata per volere altrui ma che condizionerà irreparabilmente la loro esistenza. L’infanzia, vista come un paradiso perduto, è uno dei temi cardine di questo libro e dell’intera produzione letteraria dell’autrice. Questo romanzo, considerato dalla critica uno dei migliori dell’autrice e vincitore del primo Nadal, è il primo della trilogia Los mercaderes, a cui seguono Los soldatos lloran de noche La trampa. In Italia è stato pubblicato con il titolo di Prima memoria da Sellerio editore, ma al momento è fuori catalogo. 

Austral editorial

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