Camere separate, Pier Vittorio Tondelli

«Guardando il tramonto sopra le Alpi sente che, per continuare a vivere e progredire, deve amare quella stessa persona che la carta d’imbarco ha assegnato al suo stesso posto, lì, accanto all’oblò che gli apre lo sguardo verso un giorno e una notte d’Europa». 

Camere separate, pubblicato nel 1989, racconta la struggente storia d’amore tra Leo e Thomas. Il romanzo è diviso in tre sezioni, che vengono chiamate movimenti, come se fossero le parti di una melodia che accompagna in sottofondo le vicende dei personaggi. Leo è uno scrittore di successo, da poco si è lasciato alle spalle una relazione ormai svuotata dal sentimento, sta cercando di ritrovare se stesso. Una sera come tante incontra Thomas a una festa e tutto cambia. Quando i loro sguardi si incrociano, Leo sa già che quel ragazzo tedesco, quel musicista ancora acerbo ma bellissimo, diventerà l’amore della sua vita. Solo che Leo è fin troppo consapevole che qualsiasi sentimento, anche il più forte, se logorato dall’abitudine diventa insignificante, come un guscio vuoto destinato a deteriorarsi. Da lì viene allora l’idea di una relazione a fasi alterne, fatta di camere separate: a lunghi periodi passati insieme a viaggiare, si alternano mesi di distanza in cui ognuno ritrova la sua indipendenza. Ma non è così facile da accettare. Quando si ama qualcuno, si vuole condividere ogni momento. Eppure la coppia supera anche questa crisi dimostrandosi più forte della lontananza, delle convenzioni, del tempo, dello spazio. Alla fine, però, Leo si troverà a fare i conti con qualcosa che lo schiaccerà costringendolo a scendere a patti con la solitudine.

Attraverso riflessioni e flashback ci viene raccontata la vita di Leo, che rispecchia in larga parte anche l’esistenza dell’autore. Leo, anche se a malincuore, sceglie di rassegnarsi alla solitudine, anche se non è facile. Thomas è stato una vera rivoluzione, un’epifania: «Nessuno può tenere distanti due persone che si appartengono e che si stanno cercando, forse anche da molto tempo e da molto distante». Un incontro casuale, una festa come un’altra, ma un rapporto che non si dimentica. Per entrambi l’amore è tutto, è un’ancora a cui aggrapparsi. «L’amore è assoluto, non si può comandare, accelerare, evitare, guidare. L’amore è totalità e pienezza». E quando finisce? Leo ha la sensazione di andare in pezzi. Si guarda attorno e gli sembra di vivere in un mondo diverso in cui non ha senso continuare a vivere. Si rende conto che «lo sforzo maggiore della sua vita è accettare di scoprire il senso della propria solitudine». Ma alla fine capirà che certi amori non ci abbandonano mai, perché ci hanno trasformati, e il loro ricordo rimarrà per sempre dentro di noi, qualsiasi cosa accada. 

In questo romanzo, fortemente autobiografico, Tondelli decide di aprirsi al lettore. La prosa è magistrale, magnetica, lirica e mai banale. Le parole scorrono sulla pagina e ci si ritrova a immaginare la storia d’amore tra i due protagonisti, un rapporto che sfida le logiche umane e supera ogni ostacolo. E, alla fine, quando Leo si vede cambiato e riflette sulla sua vita, sembra quasi chiedere a noi lettori: «Come si fa a dimenticare? Come si può amare ancora?» A ognuno la sua risposta. 

Pubblicato da Bompiani

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