Brevemente risplendiamo sulla Terra, Ocean Vuong

«So che credi nella reincarnazione. Non so se ci credo io, ma spero che sia vera. Perché allora forse un giorno potrai tornare qui. Forse sarai una ragazza e forse ti chiamerai di nuovo Rose e avrai una stanza piena di libri e genitori che ti leggeranno le storie della buonanotte in un paese salvo dalla guerra. Forse allora, in quella vita e in questo futuro, troverai questo libro e saprai cosa ci è accaduto. E te ne ricorderai. Forse». 

Little Dog. È stata la nonna ad affibbiargli questo soprannome, perché è sempre stato il bambino più piccolo, più gracile, su cui nessuno avrebbe mai scommesso nulla. Little Dog è qualcosa che gli è rimasto addosso, è cresciuto con lui diventando parte del suo modo di essere. Quando il protagonista si trasferisce dal Vietnam con la madre Rose e la nonna Lan nel Connecticut, la sua prima difficoltà è la lingua. Lui, che è solo un bambino, è l’unico tramite che collega la mamma e la nonna all’America. Quel mondo esterno ostile, nuovo e non desirato. La madre, inoltre, soffre di un disturbo da stress post-traumatico che le provoca violenti scatti d’ira nei confronti del figlio, alternati a momenti di estrema tenerezza. Accompagniamo Little Dog dall’infanzia all’età adulta quando, ormai cresciuto e diventato uno scrittore, decide di riscostruire la sua storia e quella della sua famiglia segnata dalla guerra del Vietnam e dell’emigrazione tramite una lunga lettera che scrive alla madre. Il risultato è un libro molto toccante in cui vengono affrontate tematiche come la violenza, la guerra, l’incapacità di inserirsi in un nuovo paese e di comunicare, la nostalgia verso casa, l’importanza del contesto familiare nella definizione di sé.

Brevemente risplendiamo sulla terra è un romanzo di formazione che attraversa tre generazioni. Ci viene descritta la storia di Lan, scappata da un matrimonio combinato con sua figlia in braccio e costretta a vendersi ai soldati americani per mantenersi. Lan significa orchidea ed è il nome che ha scelto di avere, perché la madre la chiamava solo Sette, il numero nell’ordine in cui era venuta al mondo. Quando stringe la sua bambina decide che avrà anche lei il nome di un fiore, così la chiama Rose. Lan racconta spesso a Little Dog storie sul Vietnam, sulla guerra, la paura, la fame. Per lui è una cosa talmente astratta che quasi non riesce a immaginare cosa abbia dovuto sopportare sua nonna. L’unica cosa che può fare per lei è accudirla, starle vicino, aiutarla con l’inglese. E lo stesso fa con sua madre, anche se non è sempre facile. Quando ha i suoi attacchi d’ira, perde completamente il controllo e lo picchia con violenza. Ma è prendendosi cura delle persone che ama che Little Dog cresce, diventa un ragazzo, e trova persino l’amore. Lui che non ha mai saputo cosa fosse l’amore, un giorno trova quello vero e irripetibile mentre raccoglie tabacco in un campo. Eppure tutto è destinato a finire, a sciogliersi come la neve, a subire la corruzione di un mondo fatto di sofferenza. Perché «dicono che ogni fiocco di neve sia diverso dall’altro, ma la tormenta ci ricopre tutti allo stesso modo». 

Grazie a questo romanzo, il lettore si immerge nel dolore del protagonista abitandolo in tutte le sue forme, quasi come se riuscisse a sentirlo sulla sua pelle. 

Brevemente risplendiamo sulla terra è il romanzo d’esordio di Ocen Vuong ed è stato finalista ai maggiori premi letterari, come per esempio in National Book Award for Fiction. 

Traduzione di Claudia Durastanti, La Nave di Teseo.

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