Il libro del mare, Morten A. Strøksnes

«La notte dormo con la finestra aperta. C’è solo una brezza leggera nell’aria e il tenue sciabordio del mare contro gli scogli filtra attraverso la sottile membrana del sonno. Sul lato estremo delle Vesterålen hanno una parola tutta loro per indicare il suono del mare che arriva dalla finestra della camera da letto in una mite notte d’estate, lambendo dolcemente la battigia: sjybårdurn».

Il viaggio di Morten e Hugo inizia quando decidono di intraprendere un’avventura eccezionale per qualsiasi essere umano: catturare lo squalo della Groenlandia. I racconti dei protagonisti ci fanno immergere negli abissi marini, una realtà bellissima ma anche tremendamente pericolosa che i due amici sono disposti a sfidare pur di prendere questo antico predatore che vive nelle profondità al largo dei fiordi norvegesi. Ma qui c’è molto di più: paesaggi magnifici, miti e leggende, suggestioni e storie di pescatori fanno da sfondo a una vicenda a dir poco insolita. Il risultato è un libro bellissimo sul mare che ci fa capire quanto siamo indissolubilmente legati a questo misterioso elemento, anche se spesso ce ne dimentichiamo. Perché, come si dice nel finale, «il mare continua ad arrotolare le sue onde, come ha sempre fatto e come continuerà a fare per molto ancora quando non ci saremo più».

Questo libro dimostra quanto poco sappiamo degli abissi marini e delle forme di vita che, per fortuna, continuano a sopravvivere laggiù nonostante la terribile incuranza degli uomini che si ostinano a inquinare quegli ecosistemi così preziosi e fragili. Praticamente ogni giorno sentiamo di balene ritrovate con chili di plastica nello stomaco, cavallucci marini che restano impigliati in confezioni e rifiuti che si sono depositati sui fondali. Il libro del mare vuole essere un inno alla vita marina, ma soprattutto a proteggere e preservare quei meravigliosi habitat naturali. Quando si termina il libro, ci si sente molto più consapevoli della varietà di specie che abitano i nostri mari e ci rendiamo davvero conto che sono davvero in pericolo, che da un giorno all’altro potrebbero scomparire per sempre. E allora il mare non sarebbe più lo stesso. E neanche la Terra. E nemmeno noi. Strøksnes ci ricorda che non dobbiamo mai dare per scontato il nostro pianeta. 

Traduzione di Francesco Felici, Iperborea

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