Easter Parade, Richard Yates

«Né l’una né l’altra delle sorelle Grimes avrebbe avuto una vita felice, e a ripensarci si aveva sempre l’impressione che i guai fossero cominciati con il divorzio dei loro genitori».

Easter Parade è una saga familiare in cui si racconta la vita delle sorelle Grimes, così diverse eppure così simili. Sarah, la maggiore, è più solare e attaccata alle tradizioni, mentre Emily è più ribelle e indipendente. La storia inizia con il racconto della separazione dei genitori delle bambine e delle conseguenze che questo evento ha avuto sulla loro vita. Sarah e Emily, infatti, vengono affidate alla madre Pookie, una signora stramba e un po’ ingenua che si trasferisce di continuo insieme alle figlie in graziose villette ben al di sopra delle sue possibilità economiche. Il padre invece rimane a New York dove scrive titoli per il «Sun» e, ogni tanto, va a trovare Sarah e Emily ovunque si trovino. Nel romanzo seguiamo la crescita delle sorelle Grimes: le prime cotte adolescenziali, i problemi a scuola, le amicizie, gli amori, fino ad arrivare all’età adulta, momento in cui le loro strade si separano definitivamente. Mentre Sarah si sposerà come vuole la tradizione, Emily andrà all’università seguendo le orme del padre. Le loro vite però, in apparenza così diverse, sono più simili di quanto ci si aspetti, perché hanno in comune da una profonda infelicità. Infelicità è la parola chiave di questo romanzo e anche la sensazione che pervade la narrazione. Un altro tema fondamentale è la nostalgia verso le innumerevoli vite a cui abbiamo rinunciato. Quel che traspare dal racconto della storia delle sorelle Grimes è che, anche se spesso abbiamo l’occasione di scegliere di essere felici, decidiamo di non farlo. 

Già dall’incipit in cui si parla del divorzio dei genitori, ci viene detto che nessuna delle sorelle avrà un destino felice. Sembra che Yates attribuisca la colpa di tutte le loro sventure proprio al divorzio, inserendo un elemento che ha segnato profondamente la sua vita perché anche lui da bambino ha vissuto la stessa esperienza delle protagoniste. Yates mette un po’ di sé stesso e della sua storia in ogni personaggio. Diversamente da Tolstoj in Anna Karenina, per l’autore le famiglie sono tutte infelici allo stesso modo: anche le due sorelle infatti sono destinate all’infelicità. Con una narrazione lucida in cui tutti i personaggi, prima o poi, finiscono per riconoscere il fallimento delle loro aspirazioni, Yates ci regala un prezioso ritratto della debolezza umana. 

Easter Parade è un romanzo intenso sulla difficoltà dei rapporti familiari e sulla consapevolezza che se aspiriamo a essere felici, dobbiamo volerlo con tutte le nostre forze altrimenti la felicità ci scivolerà tra le dita senza che ce ne accorgiamo, senza fare nemmeno rumore. 

Traduzione di Andreina Lombardi Bom, minimum fax

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