La storia, Elsa Morante

«Però ogni notte, al momento che si rannicchia in questo modo, gli sembra di tornare piccolo. E, invero, piccoli, cresciuti o grandi, giovani, anziani o vecchi al buio si è tutti uguali».

Potrei raccontarvi tante cose su questo libro. Potrei parlavi del terrore di Ida per le sue origini ebree, delle strade svuotate, di una Roma confusa e surreale in cui si lotta per un pezzo di pane, dei bombardamenti, di Useppe che impara a parlare, che gioca con poco, che ama Nino con tutto il suo piccolo cuore da bambino.

Questo libro, in realtà, è un’insieme di voci, di persone, di storie ambientate durante la Seconda guerra mondiale. Leggerlo significa vivere dall’interno quei momenti tragici, immedesimarsi in quei destini spezzati e vedere che l’amore nasce anche nelle tragedie. Leggerlo significa prendere ancora più coscienza che la Storia con la s maiuscola, quella dei grandi eventi politici, inevitabilmente si insinua nella vita di ognuno di noi, cambiando il nostro destino.

Quando ho letto L’isola di Arturo sono rimasta folgorata dalla prosa di Elsa Morante, dalla sua capacità di descrivere paesaggi, persone ed emozioni tratteggiandone i contorni e i sentimenti più intimi, evocando un universo di sfumature lievi e spesso nascoste che a un certo punto del romanzo si rivelano nella loro massima potenza. Con questo libro, Elsa Morante mi ha fatto innamorare un pochino di più di quel suo stile inconfondibile, classico e innovativo insieme. Non vedo l’ora di entrare di nuovo nel suo mondo. 

Einaudi

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