Tess dei d’Urberville, Thomas Hardy

«Mettere una pietra sul passato era impossibile, finché lei stessa era parte di quel passato».

Un giorno John Durbeyfield, che sta rincasando con passo malfermo dopo la tappa giornaliera alla locanda del paese, scopre dal parroco Tringham di avere origini nobiliari. Sarebbe infatti l’ultimo erede rimasto della prestigiosa famiglia d’Urberville e quindi detentore di tutti gli onori e le ricchezze dei tempi passati. Tess è la figlia di John e la sua famiglia è molto povera. Nonostante stenti a credere a questa parentela spuntata dal nulla, acconsente suo malgrado a far visita agli ultimi d’Urberville, dei ricchi possidenti che vivono in una contea vicina. Lì Tess conosce Alec, il giovane rampollo della famiglia, e quell’incontro condizionerà la sua intera esistenza. Questo romanzo, spesso definito «vile» e «pieno di falsità» ha diviso la critica e i lettori moralisti dell’epoca vittoriana. Tess è infatti una vittima di un destino crudele, di una colpa che non è la sua ma è che obbligata a portare per tutta la vita, come una sorta di lettera scarlatta. Quel che è peggio, inoltre, è che la ragazza, spinta dalle convinzioni del tempo, si ritiene colpevole e vivrà per sempre con questo peso enorme sul cuore, non concedendosi mai la felicità tanto agognata (e meritata). Tess dei d’Urberville è un romanzo audace, soprattutto se pensiamo che è stato pubblicato nel 1892 dopo aver sperimentato la censura. L’autore sfidava infatti la morale sessuale tardo-vittoriana presentando un personaggio come Tess: una ragazza di umili origini destinata a vivere una vita infelice perché vittima innocente di un evento che non le permetterà di sentirsi degna di nessun uomo, e nemmeno di se stessa.

Tess è solo una ragazza quando si trova faccia a faccia con la crudeltà umana. Prima è uno strumento nelle mani dei genitori, esseri pigri che cedono spesso al vizio dell’alcol, e che caricano la povera Tess di responsabilità che vanno ben oltre la sua giovane età: badare alla casa e ai numerosi fratelli più piccoli, aiutare il padre con gli affari, zappare le terre e occuparsi anche di loro recuperandoli spesso, ormai ubriachi, alla locanda del paese. Eppure Tess conoscerà la vera brutalità solo arrivata nella casa dei d’Urberville, quei parenti ricchi su cui fanno tanto affidamento i genitori per ottenere aiuti economici in nome di un’antica parentela scoperta da qualche giorno. Appena incontra Alec, il giovane d’Urberville, Tess ha subito un moto di disgusto nei suoi confronti. È subito chiaro ai lettori che Alec ha uno scopo ben preciso, ovvero conquistare l’ingenua Tess per farne ciò che desidera, eppure non è così evidente alla protagonista che non sa ancora nulla della vita. Alec la inganna, la seduce e poi l’abbandona, costringendo così la povera Tess a portare il peso della colpa e a sentirsi impura per sempre. Sebbene lei non sia colpevole di nulla, la società del tempo la spinge a convincersi del contrario. La storia procede tra intrighi, nuove conoscenze e incontri che vengono da un passato che Tess credeva ormai di essersi lasciata alle spalle. Invece quel passato è sempre lì, riappare come un fantasma a ricordarle che ciò che le è accaduto non potrà essere mai cancellato.

Traduzione di Mirko Esposito, Feltrinelli

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