Leggere Lolita a Teheran, Azar Nafisi

«È di Lolita che voglio scrivere, ma ormai mi riesce impossibile farlo senza raccontare anche di Teheran. Questa, dunque, è la storia di Lolita a Teheran, di come Lolita abbia dato un diverso colore alla città, e di come Teheran ci abbia aiutate a ridefinire il romanzo di Nabokov e a trasformarlo in un altro Lolita: il nostro».

Azar Nafisi racconta la sua dolorosa storia che coincide anche con le vicende che colpiscono il suo Paese. Azar è nata a Teheran ma si laurea in letteratura negli Stati Uniti seguendo le orme della famiglia. Quando l’università di Teheran le offre una cattedra, decide finalmente di tornare nella sua città perché spera di colmare quella nostalgia che non l’ha mai abbandonata in tutti gli anni in cui è rimasta lontana da casa. Quando torna, però, tutto è cambiato. Niente è più come lo ricordava. Siamo agli albori della rivoluzione che sta mettendo al bando ogni cosa legata all’Occidente: le donne vengono obbligate a portare il velo nei luoghi pubblici, devono comportarsi secondo i principi stabiliti dalla Repubblica Islamica e il loro marito diventa una sorta di censore pronto a giudicarle. All’università Azar insegna letteratura inglese e, nonostante le continue pressioni da parte del rettore e degli studenti più fondamentalisti che considerano troppo occidentali le sue lezioni, continua a parlare con entusiasmo dei grandi classici inglesi e americani senza lasciarsi intimidire dalle minacce. 

Ma la situazione continua a peggiorare: la paura dilaga e Azar comincia a temere per l’incolumità dei suoi figli. Così, quando non riesce più a sopportare la terribile realtà che ogni giorno devono affrontare le donne come lei, Azar crea un piccolo rifugio per sé e alcune studentesse che si incontrano tutti i giovedì per parlare di letteratura. Ed è solo in quelle riunioni segrete che possono dare vita a un mondo parallelo, dove non sono costrette a portare il velo, dove possono immedesimarsi nella Elizabeth di Jane Austen, in Daisy Miller, nel grande Gatsby, dove immaginano un altro universo e possono provare a essere felici. 

Durante i vari incontri, le ragazze cominciano ad aprirsi e a raccontare le loro vite. Manna, Azin, Sanaz, Yassi, Nassrin e Mashid sono tutte molto diverse ma l’elemento che le accomuna è la difficoltà di essere donne nella Repubblica islamica dell’Iran. La società dove vivono le costringe a nascondersi, a non mostrarsi per quello che sono. Per questo i giovedì passati con la professoressa Nafisi sono una vera boccata d’aria fresca. E anche i libri che leggono acquisiscono un sapore diverso: sanno di libertà. Grazie a questo romanzo che tocca il cuore dei lettori, ci rendiamo veramente conto del potere immenso che possiede la letteratura: riesce a trasportarci in luoghi lontani, ci fa sognare un mondo migliore ed evadere da una realtà che è come una prigione, ci rende liberi di sperare. 

Ma come si fa a vivere in un mondo dove tutto è illegale, persino la letteratura? Questo è il quesito su cui ci porta a riflettere Azar Nafisi. Si può resistere in un Paese dove è vietato sognare? Leggere Lolita a Teheran è un libro potentissimo che tutti dovremmo leggere e che ci ricorda che non dovremmo mai dare nulla per scontato, nemmeno la letteratura. 

Traduzione di Roberto Serrai, Adelphi

Pubblicità

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...